Approvata la legge ” Salva Suicidi” per i debitori Strozzati da Equitalia e Banche
20 Marzo 2016Mai come stavolta vale il titolo di questa rubrica “Equitalia non ti pago”, o per meglio dire “TI PAGO, MA NON DEL TUTTO!”, e ad affermare questa opportunità per il contribuente è la cosiddetta Legge “Salva suicidi” la n°3 del 2012, che da la possibilità anche ai cittadini stressati e tartassati da Equitalia e banche di ricorrere al Giudice competente per abbattere il proprio debito, attraverso un’istanza di “saldo e stralcio”.
Stavolta è proprio il Tribunale di Napoli, che con decreto di ottobre 2015 ha omologato il piano proposto da un contribuente per la ristrutturazione del suo debito, riconoscendo allo stesso l’opportunità di versare alle casse della Banca creditrice la metà di quanto realmente dovuto a fronte di un mutuo, sulla scorta del decreto del Tribunale di Busto Arstizio di settembre 2014, il quale aveva invece abbattuto il debito di un contribuente in Equitalia da 87.000 a 11.000 euro.
La tendenza quindi, vuole favorire il privato cittadino che, accertata l’assenza di frode finanziaria, voglia mettersi in pari con lo Stato, o con Banche e finanziarie pagando però in base alle mutate necessità economiche.
I limiti a questo tipo di procedura sono bene evidenziati nella legge suindicata, la quale prevede che laddove il consumatore si trovi in una situazione di sovraindebitamento, e che non essendo imprenditore commerciale soggetto al fallimento, possa, attraverso un cosiddetto “piano del consumatore” ottenere una consistente riduzione del debito, INDIPENDENTEMENTE DAL PARERE DI EQUITALIA.
E’ sufficiente, pertanto, che il giudice chiamato a decidere omologhi il decreto, autorizzando così il debitore a pagare il suo debito nelle modalità da lui stesse proposte. In pratica, il giudice valuterà la fattibilità della proposta e la meritevolezza della condotta del debitore, il quale dovrà fornire valide garanzie di adempimento del piano depositato in Tribunale, rendendone verosimile l’adempimento.
La procedura, alquanto poco utilizzata deve essere necessariamente seguita e proposta attraverso un avvocato o professionista in grado di costruire un piano di composizione della crisi da sovraindebitamento che non necessita della votazione dei creditori, ma solo della omologazione del giudice, il quale è chiamato a decidere sulla sussistenza dei requisiti di legge ed ad escludere la sussistenza di ogni intento di frode da parte del consumatore.
Pertanto, SI SALVI CHI PUO’ DA EQUITALIA E BANCHE !!!


