Mosse strategiche per Equitalia che bussa a casa degli Italiani anche il 31 dicembre
20 Marzo 2016In questi giorni di Sante festività, numerosi italiani hanno aperto la porta di casa credendo che fossero visite di parenti o amici venuti a far festa con panettoni o cassatine, ma si son visti di fronte altro che dolciumi natalizi, bensì amari bocconi da ingoiare: cartelle esattoriali, avvisi di pagamento, ingiunzioni esecutive e molto altro.
E’ ovvio che nei giorni lavorativi, compreso il 31 dicembre, ognuno dovrà fare il proprio dovere, compresi i postini incaricati da Equitalia, ma ciò che appare strano è osservare che proprio in determinati periodi dell’anno, i malcapitati contribuenti si vedano notificare dall’Ente Esattore un po’ di tutto.
La grande novità dello scorso 2015 è stato il “riassunto della situazione debitoria”, cioè l’elenco di tutte le cartelle esattoriali iscritte a ruolo che gentilmente Equitalia forniva ai propri “iscritti” invitandoli a pagare dietro la minaccia di inesorabili esecuzioni forzate, dando di norma sette giorni di tempo per provvedere ai pagamenti.
Ebbene, la storia vista già lo scorso agosto, si ripete a dicembre, e guarda caso in giorni particolarmente confusionari per molti cattolici, tipo il 24 e il 31, quando l’eccitazione delle Sante feste la fa da padrone, abbassando il grado di attenzione e concentrazione su queste spiacevoli missive, e quando qualche avvocato ha ben staccato il cellulare e sarà reperibile dal 7 gennaio per un colloquio. Ecco, è proprio in questi momenti, nei quali i contribuenti si sentono lasciati più soli con se stessi, più disorientati che Equitalia notifica a spada tratta e senza sosta.
Inoltre, in molti casi, e nonostante la crisi, qualche italiano parte per le vacanze invernali, approfitta del fermo lavorativo e per un breve week end raggiunge la casa al mare o la baita in montagna dei suoceri, ed è proprio in quei momenti che Equitalia decide di darci dentro più forte.
Ma vediamo cosa accade in questi casi con un esempio pratico. Il messo di Equitalia bussa alla vostra porta, non vi trova quindi a malincuore va via, per ritornare dopo qualche giorno per portare a termine il suo compito. Se nemmeno la seconda volta vi trova, immette nella vostra cassetta postale un cd. “avviso di avvenuta notifica”, che ai sensi dell’art. 8 II co. Legge n°890/82, informa il cittadino che in un determinato giorno un postino è venuto a cercarvi per conto di Equitalia per notificarVi un plico, e che in assenza del destinatario questo plico è stato depositato presso l’ufficio postale indicato.
Ebbene, per l’ufficio postale, come testualmente recitano questi atti “la comunicazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data del deposito…”. Questo comporta che, la cartella esattoriale per Equitalia è stata ritualmente notificata, diventa titolo esecutivo e potrà dar luogo a successive azione di pignoramento di immobili, buste paga o pignoramenti di crediti che il contribuente vanta nei confronti di terzi.
Ecco che qui scatta l’allarme del contribuente che, tornato al nido dopo la gita o il week end di svago, si precipita all’Ufficio postale per ritirare il famoso plico che di natalizio non ha un bel niente!
In diversi articoli, ho già trattato la questione delle illegittime notifiche di Equitalia, e diverse pronunce della Suprema Corte hanno dato ragione ai contribuenti statuendo che la notifica della cartella esattoriale deve avvenire nel rispetto della legge, ed in particolare è agli artt 139 e 140 che il sistema delle notifiche viene regolamentato.
Ma non sempre, al contrario, Equitalia, vive e opera in base alle norme, né in considerazione delle numerose sentenze della Cassazione, pertanto ritengo che le notifiche di cui parliamo, i famosi avvisi di notifica, immessi nella cassetta postale, non possano essere in alcun modo prese in considerazione come valide notifiche ai sensi dell’art. 140 c.p.c..

