Equitalia come la vede il cittadino e l’impresa. Intervista all’Avv. Grazia Ferrara

Equitalia come la vede il cittadino e l’impresa. Intervista all’Avv. Grazia Ferrara

20 Marzo 2016 Off Di Nicola Piscopo

Da quanto tempo esercita questa professione e come è vista oggi Equitalia nel mondo imprenditoriale e tra semplici cittadini?

Esercito la professione di avvocato da dieci anni e negli anni ho avuto modo di essere vicina alle esperienze personali e alle vicende giuridiche dell’imprenditoria napoletana e privati cittadini alle prese con il “mostro Equitalia”.  Sono custode giudiziale presso il Tribunale di Napoli, specializzata in esecuzioni civili a dirigo uno studio legale sito al Corso Lucci, nel cuore della mia città natale, e in questi anni ho svolto per l’utenza partenopea un servizio di difesa del consumatore tartassato e perseguitato dall’Ente Esattore per la provincia di Napoli, la tanto temuta Equitalia sud s.p.a..

Dalle esperienze raccolte sul “campo di battaglia”, posso, con molta tranquillità, affermare che il comun denominatore di ogni caso che ho seguito è sempre stato la sensazione di impotenza che prova il cliente di fronte a certe richieste illegittime di riscossione o peggio ancora innanzi a certe esecuzioni forzate che di legittimo hanno sono il nome.

Le ripercussioni che queste procedure esecutive hanno sui clienti possono essere di svariato genere, ed abbiamo assistito negli anni scorsi ad un boom di suicidi, in particolar modo di imprenditori che non hanno saputo correttamente fronteggiare l’emergenza “debiti Equitalia”.  Posso altresì affermare che, Equitalia, si può insinuare come elemento determinante per lo sfaldamento dell’equilibrio economico di un’azienda, a causa di un meccanismo, purtroppo ben noto agli imprenditori, che però non tutti hanno la possibilità o la forza di fronteggiare con gli strumenti corretti.

In particolare ci descriva la situazione che vivono a Napoli i contribuenti alle prese con Equitalia

Potrei spiegare con un semplice “esempio tipo” quello che accade ad un’azienda nel mirino di Equitalia.  L’azienda di Caio ha un carico esattoriale presso l’Ente esattore, un’iscrizione al ruolo che diventa come una macchia indelebile nel circuito finanziario e certe volte è pressochè impossibile uscire da questo sistema malato.  Mettiamo che l’azienda di Caio, volesse partecipare ad un’asta pubblica, per farlo dovrà presentare un durc immacolato e dichiarare di non avere pendenze con Inps ed Agenzia delle Entrate.  Se Equitalia però ha schedato nel suo ruolo esattoriale quell’azienda, per essa poter partecipare ad un’asta pubblica sarebbe impossibile. L’azienda allora potrebbe chiedere alla banca Tizio un prestito per ripulire il suo ruolo esattoriale, ma per le banche l’azienda di Caio ha un debito con Equitalia=è un cattivo pagatore.  Peggio ancora, se Equitalia avesse, nel frattempo ipotecato un immobile di proprietà della malcapitata azienda, la stessa non avrebbe nemmeno più delle garanzie reali da offrire ad essa.  Questo cosa comporta per l’azienda di Caio, che essa è tagliata fuori dal circuito finanziario, vivrà una condizione di stallo economico, sarà impossibilitata a pagare fornitori e dipendenti poiché le banche non gli daranno più credito e di li a compiere il gesto estremo per il nostro Caio il passo è breve.

I casi reali che potrei citare poi, ne sono tanti, e me ne viene in mente uno che mi ha colpito molto e che allo stesso tempo fotografa in modo realistico il lacunoso sistema esattoriale.  Di recente, ho avuto modo di seguire un caso molto interessante.  Per restare nell’ambito dell’imprenditoria, il caso è quello di nota un’azienda napoletana che ha subito a mio avviso un’illegittimo pignoramento presso terzi.  L’azienda in questione che chiameremo- per motivi di tutela della privacy- Ditta Sempronio, riceve ogni anno importanti commissioni da enti prestigiosi come Ministeri, Arma dei carabinieri e addirittura dal Vaticano.  Il giro di affari di questa azienda è grosso, come grossi sono gli introiti della stessa, la quale nel sollecitare il pagamento ad un suo committente di una fattura già emessa si sente rispondere: “non vi possiamo pagare perché Equitalia ha pignorato le somme che vi dobbiamo”.  Cosa è accaduto? Spieghiamolo nel dettagio: Equitalia ritiene che l’azienda Sempronio abbia nel suoi confronti un debito e decide di procedere al recupero di queste somme attraverso un cd. Pignoramento presso terzi.  Il terzo in questione è l’azienda committente alla quale viene notificato un atto di pignoramento e da quel momento in poi è tenuta a pagare le somme pignorate non più alla ditta Sempronio ma direttamente ad Equitalia”.

Tutto ciò è consentito dalla legge? La procedura di pignoramento presso terzi la eseguo io stessa di routine a danno di Equitalia, la quale quando viene condannata in giudizio, mi deve le spese legali e gli onorari di causa, che io prelevo direttamente presso il Banco di Napoli (suo tesoriere) attraverso una procedura di pignoramento presso terzi.  A differenza delle procedure poste in essere da Equitalia però, io ho un titolo che può essere una sentenza di condanna, un decreto di assegnazione, mentre Equitalia può procedere ad un pignoramento presso terzi semplicemente sulla base di una documentazione meccanografica contenuta nel suo cervellone elettronico.  Mi spiego, nel caso di cui stiamo discorrendo, Equitalia ha riscontrato nel suo data base una serie di cartelle esattoriali di cui l’Ente Impositore era l’Inps, quindi i crediti sottesi a queste cartelle sono tributi dovuti all’Istituto nazionale di previdenza sociale.  Equitalia, pertanto sulla base di cartelle esattoriali registrate nel suo ruolo esattoriale (nel suodata base) ha ritenuto di poter legittimamente pignorare presso terzi un credito dell’azienda Sempronio.  Il suo titolo esecutivo, pertanto sono le cartelle esattoriali.

Quando mi è stato sottoposto il caso, prima di esprimermi con un parere legale ho voluto fare una serie di accertamenti presso l’Inps, il quale mi ha rilasciato un documento ufficiale nel quale dichiarava che l’azienda Sempronio non aveva con esso alcune pendenze, insoluti, debiti…insomma  l’azienda Sempronio all’Inps non doveva un solo euro!!!  Effettivamente  l’azienda da me seguita partecipa ad aste pubbliche e riceve incarichi da Enti Ministeriali, che per direttive interne non potrebbero riconoscere alcun incarico ad aziende insolventi per crediti previdenziali.

Allora, Come è potuto accadere che Equitalia abbia pignorato per crediti Inps l’azienda Sempronio?  Lo abbiamo chiesto ad Equitalia la quale ci ha risposto che ormai l’incarico di riscuotere le somme lo ha già ricevuto dall’Inps, pertanto sta solo svolgendo il suo compito di esattore.

Ma come è potuto accadere questo?  In pratica quando l’azienda si è accorta di non aver pagato alcuni tributi presso l’Inps ha immediatamente provveduto a saldarli, ma nel frattempo l’Inps aveva già dato ordine ad Equitalia di recuperare quelle somme.

A questo punto ci si aspetta che l’Ente Esattore riconosca l’errore e rinunci alla procedura di pignoramento…e invece non se ne parla.  Ormai la “macchina di distruzione” è partita e non la si può più fermare.  Intanto l’azienda Sempronio è stata sottoposta ad un’illegittima procedura esecutiva con un danno all’immagine di notevole clamore, e probabilmente, a causa di questo increscioso evento, non riceverà più incarichi da quel committente pignorato.    L’unica soluzione è procedere ad una opposizione all’esecuzione portando a conoscenza del giudice adito quella serie di circostanze che di fatto renderanno la declaratoria di illegittimità della procedura esecutiva in questione.  Altresì, richiederò per l’azienda in questione un risarcimento milionario per l’ingiusto danno subito e sono ottimista, vista la mia storia professionale, sul buon fine del giudizio, ma ne passerà un po’ di tempo prima che il giudice si pronunci in merito e la nostra azienda riceva il giusto ristoro per i danni subiti.  Nel frattempo la nostra azienda subirà un’illegittima immobilizzazione di capitale che non potrà reinvestire e tutto questo, quando si parla di aziende, si ripercuoterà sulla sorte di centinaia di famiglie alle dipendenze dell’azienda stessa.

Questo è senso di impotenza che vive il cittadino di fronte a questo “mostro Equitalia” di cui parlavo in apertura;

Di recente il Sindaco De Magistris ha affermato che dal prossimo anno il comune subentrerà ad Equitalia nella riscossione dei debiti, è veritiero o si tratta di demagogia?

Sono diversi anni che le amministrazioni locali sono autorizzate dalla legge a gestire il recupero del credito delle P.A. ma fino ad oggi per Napoli questo è stato solo un bel progetto e a mio avviso ancora inattuabile.  Il fatto che la parola Equitalia venga utilizzata dai politici locali e mai dai politici di Montecitorio la dice lunga.  Innanzitutto Equitalia E’ LO STATO poiché costituita in percentuale da Agenzia delle Entrate e INPS, ed è risaputo che quando qualcosa non funziona è  colpa del governo; è colpa di quello di quell’altro Ministero, ma c’è da dire che gran parte del recupero del credito operato da Equitalia è costituito da tributi locali come Tasi, tari, contravvenzioni al CDS, e talvolta è la stessa pubblica amministrazione a richiedere ad Equitalia di riscuotere crediti che a volte sono palesemente illegittimi perché prescritti o per contravvenzioni mai correttamente notificate. Gran parte delle “colpe procedurali” commesse da Equitalia, sono quindi attribuibili anche al Comune che richiede una riscossione di un credito talvolta non dovuto. Premesso che sarei davvero favorevole ad affidare al Comune il compito di Esattore, poiché si snellirebbe la procedura e nessuna scusante sarebbe più plausibile per il comune che sbaglia.  Ma ci sono due aspetti che sarebbe il caso di affrontare e che renderebbero la questione più complessa di ciò che appare.  In primo luogo l’amministrazione comunale è in deficit e non saprei proprio dove prenderebbe le risorse economiche per fronteggiare un progetto tanto ambizioso.  Pertanto, alla sua domanda rispondo serenamente si, Equitalia è la parola chiave da utilizzare come strumento demagogico che il Sindaco sta sfoderando in vista delle  Comunali del prossimo anno.  In secondo luogo, nella qualità di avvocato, mi ritroverei clienti al mio studio con in mano cartelle esattoriali il cui mittente è il Comune di Napoli e non più Equitalia, e  mi dovrei misurare in giudizio con una pubblica amministrazione che ha le finanze disastrate, quindi senza avere la possibilità di poter garantire al mio cliente il giusto ristoro economico per eventuali errori, procedure di riscossione infondate o esecuzioni illegittime.  In pratica il Comune di Napoli, se perdesse una causa che ha come oggetto una cartella esattoriale illegittima, sarebbe condannata ma non pagherebbe il suo sbaglio poiché le somme detenute presso il suo Tesoriere ormai da anni sono dichiarate impignorabili a causa dei suoi disastrosi bilanci.  Pertanto, se io fossi il sindaco, penserei  a risanare le casse del Comune, dopodichè rimetterei a posto gran parte delle strade dissestate, poi chiederei una celere chiusura delle decine di cantieri a cielo aperto sparse per il territorio napoletano in ragione di metropolitane varie, e solo a questo punto proporrei un serio progetto di formazione e costituzione di personale in grado di svolgere il delicato compito del recupero del credito della P.A.

Negli ultimi anni stanno proliferando tra gli studi legali e i caf autorizzati i famosi sportelli AntiEquitalia

Come innanzi le dicevo, Equitalia viene utilizzata come parolina magica in grado di attirare folle e consensi per il solo fatto di avere essa una larga schiera di sue impotenti vittime.  Allo stesso modo Equitalia è diventato lo specchietto delle allodole per caf e studi legali che cercano di combattere la crisi del settore attirando a sé impauriti vittime di questo sistema.  Da anni ormai si registra questo fenomeno e nella mia esperienza personale ho conosciuto diversi clienti che sono “corsi ai ripari” presso il mio studio per sopperire all’incompetenza di numerosi sedicenti esperti in materia titolari di “sportelli Antiequitalia”.   Noi lo sportello lo intendiamo come punto di ascolto per fronteggiare un’emergenza dilagante, in grado di fornire assistenza tecnico-legale specializzata in materia,  in grado di dare all’utente delle risposte concrete e soddisfacenti, nonchè risultati toccabili con mano.  La fiducia della clientela la si conquista con i fatti e non con le parole ed è la prima cosa che cerco di trasmettere durante la formazione dei miei collaboratori!

Spesso mi ritrovo allo studio clienti che sono poco prima passati per questi pseudo “sportelli del consumatore” e mi riferiscono cose assurde, consigli e pareri legali dati con una tale leggerezza e incompetenza in materia che mi chiedo con quale coscienza certe persone poggiano la testa sul cuscino la notte.   E’ facile fare sciacallaggio in questi casi, soprattutto quando il tuo interlocutore è quell’impaurito e sprovveduto cliente che vive quel senso di impotenza di cui le parlavo, ma certi fenomeni sono destinati a lasciare il tempo che trovano, perché destinati a sparire inghiottiti dalle proprie defaiance.  Io dico sempre ai miei clienti di non affidasi a persone che ti promettono la luna nel pozzo, le questioni sono tutte a se e vanno analizzate ed approfondite caso per caso, e soprattutto le tasse vanno pagate, mentre è corretto opporsi a ciò che non è giusto pagare.

E’ giusto opporsi ad illegittimi e barbari pignoramenti, come è giusto opporsi alle cd. cartelle pazze, ma il consiglio mio è di affidarsi a mani esperte nella valutazione di ciò che è giusto o non è giusto pagare, ed aprire gli occhi sulle finte promesse di speculatori ed approfittatori.  Affidatevi a professionisti seri, con una storia ed un futuro di successi professionali e non a sedicenti esperti in materia che promettono mari e monti.

 


Studio Legale Avv. Grazia Ferrara
Mobile: 340.6087943
Via Benedetto Cairoli, 1/B (Piazza Poderico) – Napoli